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I LIBERATI
Antonino Condorelli
Entrepreneurs from South Italy fight against Mafia and the Banks

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  • Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Gaetano Saffioti, imprenditore edile, nell'ufficio della sua azienda, ha denunciato il racket delle cosche. da 13 anni vive sotto scorta insieme alla sua famiglia. Le commesse in Calabria sono calate, lavora all'estero ma anche lì ha avuto minacce e azioni mafiose.

Pictured: Gaetano Saffioti, building businessman, in his company office. Saffioti accused the mafia which attempted to extort money to continue to work. He lives under protection since 2001 when he started to contribute with justice. He received threats also during foreign assignments, as sign that Ndrangheta works worldwide.
Photo by Antonino CondorelliAver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Gaetano Saffioti, imprenditore edile, nell'ufficio della sua azienda, ha denunciato il racket delle cosche. da 13 anni vive sotto scorta insieme alla sua famiglia. Le commesse in Calabria sono calate, lavora all'estero ma anche lì ha avuto minacce e azioni mafiose.

Pictured: Gaetano Saffioti, building businessman, in his company office. Saffioti accused the mafia which attempted to extort money to continue to work. He lives under protection since 2001 when he started to contribute with justice. He received threats also during foreign assignments, as sign that Ndrangheta works worldwide.
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      27/10/2014: Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque. Nella foto: Gaetano Saffioti, imprenditore edile, nell'ufficio della sua azienda, ha denunciato il racket delle cosche. da 13 anni vive sotto scorta insieme alla sua famiglia. Le commesse in Calabria sono calate, lavora all'estero ma anche lì ha avuto minacce e azioni mafiose. Pictured: Gaetano Saffioti, building businessman, in his company office. Saffioti accused the mafia which attempted to extort money to continue to work. He lives under protection since 2001 when he started to contribute with justice. He received threats also during foreign assignments, as sign that Ndrangheta works worldwide. Photo by Antonino Condorelli
  • Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Un biglietto minatorio trovato da Saffioti nella sua azienda.
Pictured: A threat letter found by Gaetano Saffioti.
Photo by Antonino CondorelliAver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Un biglietto minatorio trovato da Saffioti nella sua azienda.
Pictured: A threat letter found by Gaetano Saffioti.
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      27/10/2014: Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque. Nella foto: Un biglietto minatorio trovato da Saffioti nella sua azienda. Pictured: A threat letter found by Gaetano Saffioti. Photo by Antonino Condorelli
  • Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Un grafico dell'andamento della Azienda Saffioti prima e dopo le denunce contro la Ndrangheta
Pictured: A projection of the business development of Saffioti's company before and after the accusation against Ndrangheta.
Photo by Antonino CondorelliAver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Un grafico dell'andamento della Azienda Saffioti prima e dopo le denunce contro la Ndrangheta
Pictured: A projection of the business development of Saffioti's company before and after the accusation against Ndrangheta.
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      27/10/2014: Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque. Nella foto: Un grafico dell'andamento della Azienda Saffioti prima e dopo le denunce contro la Ndrangheta Pictured: A projection of the business development of Saffioti's company before and after the accusation against Ndrangheta. Photo by Antonino Condorelli
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Nella foto: Gaetano Saffioti, imprenditore edile, nell'ufficio della sua azienda, ha denunciato il racket delle cosche. da 13 anni vive sotto scorta insieme alla sua famiglia. Le commesse in Calabria sono calate, lavora all'estero ma anche lì ha avuto minacce e azioni mafiose.

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Nella foto: Gaetano Saffioti, imprenditore edile, nell'ufficio della sua azienda, ha denunciato il racket delle cosche. da 13 anni vive sotto scorta insieme alla sua famiglia. Le commesse in Calabria sono calate, lavora all'estero ma anche lì ha avuto minacce e azioni mafiose.

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      27/10/2014: Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque. Nella foto: Gaetano Saffioti, imprenditore edile, nell'ufficio della sua azienda, ha denunciato il racket delle cosche. da 13 anni vive sotto scorta insieme alla sua famiglia. Le commesse in Calabria sono calate, lavora all'estero ma anche lì ha avuto minacce e azioni mafiose. Pictured: Gaetano Saffioti, building businessman, in his company office. Saffioti accused the mafia which attempted to extort money to continue to work. He lives under protection since 2001 when he started to contribute with justice. He received threats also during foreign assignments, as sign that Ndrangheta works worldwide. Photo by Antonino Condorelli
  • Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Un motivo di soddisfazione per Saffioti. Il Tribunale lo definisce un uomo da cui prendere esempio.
Pictured:
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Nella foto: Un motivo di soddisfazione per Saffioti. Il Tribunale lo definisce un uomo da cui prendere esempio.
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      27/10/2014: Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque. Nella foto: Un motivo di soddisfazione per Saffioti. Il Tribunale lo definisce un uomo da cui prendere esempio. Pictured: Photo by Antonino Condorelli
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Nella foto: Gaetano Saffioti, imprenditore edile, nell'ufficio della sua azienda, ha denunciato il racket delle cosche. da 13 anni vive sotto scorta insieme alla sua famiglia. Le commesse in Calabria sono calate, lavora all'estero ma anche lì ha avuto minacce e azioni mafiose.

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      27/10/2014: Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque. Nella foto: Gaetano Saffioti, imprenditore edile, nell'ufficio della sua azienda, ha denunciato il racket delle cosche. da 13 anni vive sotto scorta insieme alla sua famiglia. Le commesse in Calabria sono calate, lavora all'estero ma anche lì ha avuto minacce e azioni mafiose. Pictured: Gaetano Saffioti, building businessman, in his company office. Saffioti accused the mafia which attempted to extort money to continue to work. He lives under protection since 2001 when he started to contribute with justice. He received threats also during foreign assignments, as sign that Ndrangheta works worldwide. Photo by Antonino Condorelli
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Nella foto: Gaetano Saffioti, imprenditore edile, nell'ufficio della sua azienda, ha denunciato il racket delle cosche. da 13 anni vive sotto scorta insieme alla sua famiglia. Le commesse in Calabria sono calate, lavora all'estero ma anche lì ha avuto minacce e azioni mafiose.

Pictured: Gaetano Saffioti, building businessman, in his company office. Saffioti accused the mafia which attempted to extort money to continue to work. He lives under protection since 2001 when he started to contribute with justice. He received threats also during foreign assignments, as sign that Ndrangheta works worldwide.
Photo by Antonino CondorelliAver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
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Nella foto: Gaetano Saffioti, imprenditore edile, nell'ufficio della sua azienda, ha denunciato il racket delle cosche. da 13 anni vive sotto scorta insieme alla sua famiglia. Le commesse in Calabria sono calate, lavora all'estero ma anche lì ha avuto minacce e azioni mafiose.

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Photo by Antonino CondorelliAver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
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Nella foto: Un uomo della scorta di Gaetano Saffioti, davanti la sua azienda.
Pictured: Member of the protetion service in the Saffioti's Company
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Nella foto: Un uomo della scorta di Gaetano Saffioti, davanti la sua azienda.
Pictured: Member of the protetion service in the Saffioti's Company
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Nella foto: Nino De Masi, imprenditore concessionario di macchine agricole nella sua azienda di Gioia Tauro, nei prssi del porto. Vive sotto scorta da più di 10 anni, la sua azienda è presidiata dall'esercito, a causa delle frequenti intimidazioni.
Pictured:Nino De Masi business man seller of Agriculture machines in the company's office in Gioia Tauro closer to the Gioia Tauro Port. De Masi, lives under state protection after he accused bank sistem and ndrangheta members for money extortion. His company is protected by the Italian Army
Photo by Antonino CondorelliAver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Nino De Masi, imprenditore concessionario di macchine agricole nella sua azienda di Gioia Tauro, nei prssi del porto. Vive sotto scorta da più di 10 anni, la sua azienda è presidiata dall'esercito, a causa delle frequenti intimidazioni.
Pictured:Nino De Masi business man seller of Agriculture machines in the company's office in Gioia Tauro closer to the Gioia Tauro Port. De Masi, lives under state protection after he accused bank sistem and ndrangheta members for money extortion. His company is protected by the Italian Army
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  • Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Nino De Masi, imprenditore concessionario di macchine agricole nella sua azienda di Gioia Tauro, nei prssi del porto. Vive sotto scorta da più di 10 anni, la sua azienda è presidiata dall'esercito, a causa delle frequenti intimidazioni.
Pictured:Nino De Masi business man seller of Agriculture machines in the company's office in Gioia Tauro closer to the Gioia Tauro Port. De Masi, lives under state protection after he accused bank sistem and ndrangheta members for money extortion. His company is protected by the Italian Army
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Nella foto: Nino De Masi, imprenditore concessionario di macchine agricole nella sua azienda di Gioia Tauro, nei prssi del porto. Vive sotto scorta da più di 10 anni, la sua azienda è presidiata dall'esercito, a causa delle frequenti intimidazioni.
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Photo by Antonino CondorelliAver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Nino De Masi, imprenditore concessionario di macchine agricole nella sua azienda di Gioia Tauro, nei prssi del porto. Vive sotto scorta da più di 10 anni, la sua azienda è presidiata dall'esercito, a causa delle frequenti intimidazioni.
Pictured:Nino De Masi business man seller of Agriculture machines in the company's office in Gioia Tauro closer to the Gioia Tauro Port. De Masi, lives under state protection after he accused bank sistem and ndrangheta members for money extortion. His company is protected by the Italian Army
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Nella foto: Militari del Reparto Comando e Supporti Tattici  della Brigata Meccanizzata Aosta, a protezione dell'azienda De Masi di Gioia Tauro
Pictured: Soldiers of the Reparto Comando e Supporti Tattici of Aosta Brigade at protection of De Masi company in Gioia Tauro
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Nella foto: Militari del Reparto Comando e Supporti Tattici  della Brigata Meccanizzata Aosta, a protezione dell'azienda De Masi di Gioia Tauro
Pictured: Soldiers of the Reparto Comando e Supporti Tattici of Aosta Brigade at protection of De Masi company in Gioia Tauro
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Nella foto: Militari del Reparto Comando e Supporti Tattici  della Brigata Meccanizzata Aosta, a protezione dell'azienda De Masi di Gioia Tauro
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Nella foto: Militari del Reparto Comando e Supporti Tattici  della Brigata Meccanizzata Aosta, a protezione dell'azienda De Masi di Gioia Tauro
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      27/10/2014: Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque. Nella foto: Militari del Reparto Comando e Supporti Tattici della Brigata Meccanizzata Aosta, a protezione dell'azienda De Masi di Gioia Tauro Pictured: Soldiers of the Reparto Comando e Supporti Tattici of Aosta Brigade at protection of De Masi company in Gioia Tauro Photo by Antonino Condorelli
  • Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Militari del Reparto Comando e Supporti Tattici  della Brigata Meccanizzata Aosta, a protezione dell'azienda De Masi di Gioia Tauro
Pictured: Soldiers of the Reparto Comando e Supporti Tattici of Aosta Brigade at protection of De Masi company in Gioia Tauro
Photo by Antonino CondorelliAver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Militari del Reparto Comando e Supporti Tattici  della Brigata Meccanizzata Aosta, a protezione dell'azienda De Masi di Gioia Tauro
Pictured: Soldiers of the Reparto Comando e Supporti Tattici of Aosta Brigade at protection of De Masi company in Gioia Tauro
Photo by Antonino Condorelli
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      27/10/2014: Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque. Nella foto: Militari del Reparto Comando e Supporti Tattici della Brigata Meccanizzata Aosta, a protezione dell'azienda De Masi di Gioia Tauro Pictured: Soldiers of the Reparto Comando e Supporti Tattici of Aosta Brigade at protection of De Masi company in Gioia Tauro Photo by Antonino Condorelli
  • Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Una vista sulla ditta De Masi di Gioia Tauro
Pictured: A View of De Masi company in Gioia Tauro.
Photo by Antonino CondorelliAver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque.
Nella foto: Una vista sulla ditta De Masi di Gioia Tauro
Pictured: A View of De Masi company in Gioia Tauro.
Photo by Antonino Condorelli
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      27/10/2014: Aver denunciato il racket e le banche e sentirsi liberi di aver fatto il proprio dovere. Storie di uomini calabresi che affondano le loro radici e il loro avvenire nelle imprese di famiglia vessate per anni dal racket, dai clan, e dalle banche. Fino a che qualcuno non dice "Basta". Molti sono quelli che hanno deciso di dire Basta, ma pochi sono quelli che rimangono in Calabria, con la propria identità, col proprio business. Gaetano Saffioti, Nino De Masi, torturati dal racket hanno denunciato e hanno avuto il coraggio di restare in Calabria, facendo il proprio business con le difficoltà dell'emarginazione sociale e con la scorta che li segue ovunque. Nella foto: Una vista sulla ditta De Masi di Gioia Tauro Pictured: A View of De Masi company in Gioia Tauro. Photo by Antonino Condorelli
  • Gioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. 
Nella foto:
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
Pictures:
Photo By Antonino CondorelliGioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. 
Nella foto:
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
Pictures:
Photo By Antonino Condorelli
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      11/12/2014: Gioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. Nella foto: Photo Antonino Condorelli Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions. Pictures: Photo By Antonino Condorelli
  • Gioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. 
Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
Pictures: Workers in protest
Photo By Antonino CondorelliGioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. 
Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
Pictures: Workers in protest
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      11/12/2014: Gioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta Photo Antonino Condorelli Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions. Pictures: Workers in protest Photo By Antonino Condorelli
  • Gioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. 
Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
Pictures: Workers in protest
Photo By Antonino CondorelliGioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. 
Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
Pictures: Workers in protest
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      11/12/2014: Gioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta Photo Antonino Condorelli Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions. Pictures: Workers in protest Photo By Antonino Condorelli
  • Gioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. 
Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
Pictures: Workers in protest
Photo By Antonino CondorelliGioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. 
Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
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      11/12/2014: Gioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta Photo Antonino Condorelli Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions. Pictures: Workers in protest Photo By Antonino Condorelli
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Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
Pictures: Workers in protest
Photo By Antonino CondorelliGioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. 
Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
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      11/12/2014: Gioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta Photo Antonino Condorelli Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions. Pictures: Workers in protest Photo By Antonino Condorelli
  • Gioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. 
Nella foto: Antonio De Masi e i suoi lavoratori
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
Pictures: Antonio De Masi and his workers
Photo By Antonino CondorelliGioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. 
Nella foto: Antonio De Masi e i suoi lavoratori
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
Pictures: Antonio De Masi and his workers
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      11/12/2014: Gioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. Nella foto: Antonio De Masi e i suoi lavoratori Photo Antonino Condorelli Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions. Pictures: Antonio De Masi and his workers Photo By Antonino Condorelli
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Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta
Photo Antonino Condorelli
Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
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Photo By Antonino CondorelliGioia Tauro, protesta dei lavoratori della ditta De Mais che hanno occupato la ditta, per contestare i poteri forti delle banche e la ndrangheta che continua a fare soprusi all'azienda che per questo a fine dicembre potrebbe chiudere i battentii lasciando decine di famiglie senza lavoro. 
Nella foto: Lavoratori della ditta De Masi in protesta
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Gioia Tauro, Italy, worker protest of the company De Masi, which protest to protect their job. They protest agains Banks power and against the continuous actions of ndrangheta due to these reasons, their company will be forced to close living enteire families without work. An Army check point regulates the entrance in the De Masi company which is protected by ndrangheta actions.
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